Chi siamo · Metacometa, una famiglia di famiglie

Chi siamo · dal 1998

Una famiglia di famiglie.

Siamo nati a Giarre nel 1998, un gruppo di amici che ha deciso di non lasciare solo nessun bambino. Oggi siamo una rete che attraversa l’Italia, con dentro la stessa radice: la scuola di Don Bosco, dove chi è amato impara ad amare.

Casa Nazareth, Giarre. La mattina, prima della scuola. Metacometa · rete nazionale

La nostra missione

Una mano adulta e una piccola che si tengono su un tavolo di legno

«Essere una famiglia di riferimento per chi è fragile.»

Stiamo accanto ai bambini che vivono un momento difficile e alle famiglie che scelgono di accoglierli. Lo facciamo con l’affido familiare, su richiesta dei Servizi Sociali e dei centri affido del territorio, quasi sempre su disposizione del giudice.

Quasi trent’anni di accoglienze ci hanno insegnato una cosa sola: un metodo semplice, fatto bene, funziona. Una porta che si apre.

Lo chiamiamo «il miglior buon incontro»: per ogni bambino, la famiglia giusta nel momento giusto. Non un abbinamento qualunque, ma quello che può cambiargli la vita.

Una famiglia per ogni bambino.

Le origini · 1998

Era una sera di dicembre del 1998. Da tempo ci interrogavamo su come dare forma a un sogno: un progetto educativo capace di dare senso alle nostre storie e a quelle di tanti bambini, ragazzi e famiglie.

Fu allora che Gaetano disse: «Metacometa, che ve ne pare?»

Ci conquistò subito, come un segno. Era tempo di Avvento. Quel nome aveva dentro la musica di una promessa, il viaggio dei Magi, la luce di una stella da seguire.

Come i Magi, ci siamo messi in cammino: non conoscevamo la meta, ma sapevamo che quella luce era già una chiamata.

Oggi, dopo anni passati a contrastare la povertà educativa dei più piccoli, quella stella continua a guidarci.

La nostra visione

Diventa ciò che sei.

Vogliamo crescere fino a diventare un modello di servizio pubblico, con una guida nuova che nasce dai territori. Sogniamo una rete così capillare che nessun bambino debba mai finire in una struttura, perché c’è già una famiglia pronta al miglior incontro possibile.

Il nostro Piano per il 2026-2028 ha un nome che ci somiglia: famiglia come cura, casa come futuro. Proteggiamo il legame, costruiamo la storia. Ecco da dove ripartiamo.

01

Una casa per ogni territorio

Mettere radici dove siamo: i sogni hanno bisogno di un luogo che resti. Da una storia raccontata a una storia che abita.

02

Un volto in ogni zona

In ogni territorio una persona di riferimento, vicina alle famiglie e alle istituzioni locali. La rete cresce dai luoghi, non dall'alto.

03

La nostra luce arriva lontano

Con il progetto aMali costruiamo, mattone dopo mattone, una casa per i bambini di Bougouni, in Mali. Dove c'è un minore da proteggere, ci siamo.

04

Spazio ai ragazzi speciali

Sempre più bambini che accogliamo hanno bisogni speciali. Stiamo aprendo strade nuove per loro e per le loro famiglie, fino al “dopo di noi”.

La porta aperta di una casa, con la luce calda del pomeriggio che entra

Quello in cui crediamo

Sette modi di stare accanto.

«Chi sa di essere amato ama a sua volta, e chi è amato può raggiungere qualsiasi scopo, soprattutto con i giovani.»Don Bosco

Accoglienza

Aprire case e cuori.

Soprattutto con l’affido: la porta che resta aperta.

01

Rispetto

Ogni persona ha una dignità. Mai un caso, sempre qualcuno con una storia e una speranza.

02

Eguaglianza

Stessi diritti e stessi servizi per ogni bambino, senza distinzione di origine, fede o condizione.

03

Credibilità

Il bene va fatto bene. Formazione continua e conti alla luce del sole.

04

Appartenenza

La forza è farlo insieme. Nessuno deve essere un eroe: basta esserci.

05

Normalità

Accogliere non chiede imprese. Le famiglie restano semplicemente se stesse.

06

Radice salesiana

Chi sa di essere amato, ama a sua volta. È da qui che veniamo.

Oggi siamo

Siamo una grande famiglia: 211 soci che scelgono di esserci e 176 volontari che tengono in piedi la rete, ogni giorno. Una rete che oggi attraversa 6 regioni d’Italia: Sicilia, Calabria, Marche, Friuli Venezia Giulia, Toscana, Lazio.

Chi guida MetaCometa

Le persone che tengono la rotta

MetaCometa è governata dai suoi soci. L'Assemblea elegge ogni tre anni il Consiglio Direttivo, che a sua volta elegge il Presidente. Le cariche sono gratuite: chi guida lo fa per passione, non per compenso.

Salvatore Adamo

Presidente e co-fondatore

Franco Corapi

Vicepresidente

Consiglio Direttivo

Alessandro Accardo, Carmine Cardogna, Umile Palermo, Anna Maria Pagliaro, Antonella Di Bernardo.

Assemblea dei Soci

211 soci: l'organo sovrano. Elegge il Direttivo e approva i bilanci.

Controllo

Organo di Controllo e Revisore legale vigilano sulla gestione.

Sul territorio

15 delegati di zona: il volto di MetaCometa in ogni comunità.

I conti sono alla luce del sole: vai alla Trasparenza o leggi il Bilancio sociale.

Il nostro cammino

Quasi trent’anni di porte aperte.

1998
Nasce a Giarre, attorno a un gruppo di amici.
1999
Apre la prima casa famiglia.
2005
Nuovi gruppi crescono in Sicilia.
2015
Accogliamo i minori stranieri soli: nasce Casa Thabit.
2016
Arriviamo nelle Marche e a Casa Nazareth, la casa madre.
2018
La rete entra in Calabria.
2020
Apre la Casa di Osimo, poi il Friuli Venezia Giulia.
2022
Nasce “Our Common Future”, a Messina e Roma.
2023
Venticinque anni di porte aperte.
2024
Un nuovo centro semiresidenziale ad Ancona.
2025
Aprono i centri di Firenze e Udine.
2028
L’orizzonte: trent’anni di porte aperte.

E continuiamo a camminare.

Una famiglia per ogni bambino.Anche grazie a te.

Puoi aprire una porta, o aiutarci a tenerne aperte tante.

116 bambini hanno trovato una casa

Sono entrati da noi con le scarpe sbagliate per la stagione, con poche parole o nessuna. Sono usciti tenendo la mano di qualcuno. Dietro ogni numero di questa pagina c'è una sera in cui un bambino si è addormentato sentendosi al sicuro. Sono loro che contiamo.

Anno sociale 2025-2026

I numeri di un anno

Quest'anno abbiamo accolto 116 minori, 62 maschi e 54 femmine. Tre anni di fila in crescita: da 95 a 115, fino a 116. Non è una corsa, è una porta che resta aperta. E ogni anno qualcuno in più la attraversa.

116minori accolti nell'anno
13adozioni con coppia scelta dal Tribunale
11adozioni in continuità affettiva
98famiglie formate all'accoglienza

Chi abbiamo accolto

La maggior parte sono piccolissimi, quelli che hanno più bisogno di braccia subito. Ma c'è posto anche per i grandi, per gli adolescenti che a volte nessuno cerca più. A loro diciamo che c'è ancora tempo, e una casa.

I più piccoli

61 bambini tra 0 e 5 anni. Quelli che imparano a fidarsi prima ancora di imparare a parlare.

0-5 anni

L'età della scuola

34 bambini tra 6 e 10 anni. Cartelle, compiti, la prima amicizia in una classe nuova.

6-10 anni

I ragazzi

11 ragazzi tra 11 e 13 anni. L'età in cui serve qualcuno che resti, anche quando spingi via.

11-13 anni

I più grandi

10 ragazzi dai 14 anni in su. Quelli che meritano di sentirsi dire: non sei in ritardo per avere una famiglia.

14-18 e oltre

Dove sono andati, quest'anno

Quest'anno 33 affidi si sono conclusi. Ogni conclusione è un bambino che riparte, e per noi è sempre un misto di gioia e di vuoto. Li abbiamo accompagnati fin sulla soglia della loro vita nuova. Poi li abbiamo salutati, e questo è il lavoro più difficile e più bello che facciamo.

Tornati a casa

4 bambini sono rientrati nella loro famiglia d'origine, che nel frattempo ha ritrovato la forza di accoglierli. È l'esito che speriamo ogni volta.

4 rientri in famiglia

Una nuova famiglia

13 bambini sono stati adottati da una coppia scelta dal Tribunale. Una mamma e un papà per sempre, da qui in avanti.

13 adozioni

Chi li amava è rimasto

11 bambini sono stati adottati da chi li accoglieva già: la continuità affettiva. Di loro, 9 hanno una disabilità. Le braccia che li tenevano sono diventate per sempre le loro.

11 in continuità affettiva, 9 con disabilità

Un passo accompagnato

5 ragazzi sono passati in comunità, perché era il posto giusto per loro in questo momento. Non li lasciamo soli nemmeno lì.

5 passaggi in comunità

Nessuno fa tutto questo da solo

Dietro a ogni bambino accolto c'è una famiglia che ha detto sì e che noi non abbiamo mai lasciato sola. Quest'anno abbiamo formato 98 famiglie all'accoglienza: incontri, ascolto, mani tese nei giorni difficili. Perché accogliere si impara, e si impara insieme.

98
famiglie formate quest'anno
33
affidi conclusi, ogni volta accompagnati
9
bambini con disabilità adottati da chi già li amava

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Come si fa